lunedì 4 aprile 2011

Violette

Hanno ragione, hanno ragione, si hanno ragione, hanno ragione loro, io sono matta, matta, pazza, malata, non adeguata al sistema, il sistema, sistema.

Sentivo male, male, male, male, troppo male e  non avevo modo di rimediare
Ora devo percorrere questa strada, perché lo devo fare, devo, so che devo, mi dicevano che  dovevo, dovevo, dovevo, dovevo stare zitta e non dire niente di quello che succedeva, io ero sporca, sporca, sporca, sporca.
Ho ucciso, mi hanno detto che ho sbagliato, sbagliato, sbagliato.  Ora  sono qua perché devo fare  questa strada 523 volte al giorno: cammino dalla   sala mensa al giardino, piede destro (prima, sempre, prima mettere il piede destro) piede sinistro sono 97 passi, sempre 97, sono 97 li devo  fare 523 volte, 523 devo, devo perché è questo che devo fare, per rimediare, rimediare.
Se  avessi avuto da fare questa strada 523 volte, sempre, sempre, sempre, non avrei ucciso.
Ma non avevo questa strada, non avevo 97 passi per 523 volte, io avevo una mamma e un papà, un padre, padre, padre.
Un padre che  mi faceva  quelle cose,  a me non piaceva, non piaceva, io glielo dicevo ma  lui faceva, faceva, faceva.
Forse perché non avevamo  questi 97 passi, perché non avevamo  un giardino,  per questo lui mi faceva quelle cose … ma ora sono protetta, basta che faccia 523 volte la strada e sono protetta, sono protetta.
Ma in quella casa, non avevamo il giardino e lui mi faceva male, molto male, mi  faceva male, avevo paura, troppa paura.
Io non sapevo di essere matta, me lo hanno detto dopo, dopo ho scoperto i numeri dei passi e non ho  combinato  niente di strano.
Se me l’avessero detto prima di essere matta … era meglio  saperlo, io sono pazza e so che devo contare, devo contare, devo contare, è semplice 97 per 523, la testa, la voce, le gambe, le mani.
Io non lo sapevo che ero matta, mi faceva male, mi faceva schifo, mi toccava, mi stava sopra, sopra, sopra, mi  stava dentro, dentro, dentro, puzzava, mi toccava, puzzava, puzzava, faceva male, male, male.
Non  avevamo un giardino, per questo succedevano quelle brutte cose, mancava il giardino e non potevo contare, contare.
Ora sono nel sistema, sistema, sistema, ma prima  lui mi toccava e puzzava, puzzava, mi  stava dentro, io sentivo male, male, male, io ho preso quel martello,  martello, martello, l’ho preso e gliel’ho spaccato in testa, sangue, sangue, sangue, ero sporca di sangue … anche il giorno  in cui lui mi ha preso la prima volta  c’era  sangue, sangue, sangue, ero piccola, piccola, piccola e mamma non rispondeva e io la chiamavo, la chiamavo, la chiamavo, non rispondeva.
Piangevo, piangevo, e lui dentro, il sangue, lei chiudeva 
la stanza, la stanza …. solo se avessimo avuto un giardino lui non mi avrebbe mai presa, mai, mai, io mi sarei adeguata al sistema.

I passi sono 97, io devo fare 523 volte il percorso, sala mensa giardino, devo contare, contare camminare, mani, piedi, testa, voce, adeguarsi al sistema, sistema, devo contare, contare, contare…














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