venerdì 8 luglio 2011

Come dissacrare Jacques Prévert

Questo amore 
Così violento
Così fragile 
Così tenero 
Così disperato 
Questo amore 
Bello come il giorno 
Cattivo come il tempo 
Quando il tempo e cattivo 
Questo amore così vero 
Questo amore così bello 
Così felice 
Così gioioso 
Così irrisorio 
Tremante di paura come un bambino quando e buio 
Così sicuro dì sé 
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte 
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire 
Questo amore tenuto d'occhio 
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt'intero 
Così vivo ancora 
E baciato dal sole 
E' il tuo amore 
E' il mio amore 
E' quel che e stato 
Questa cosa sempre nuova 
Che non e mai cambiata 
Vera come una pianta
Tremante come un uccello 
Calda viva come l'estate 
Sia tu che io possiamo 
Andare e tornare possiamo 
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare 
Addormentarci ancora 
Sognarci della morte 
Ringiovanire 
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove 
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio 
Crudele come la memoria 
Stupido come i rimpianti 
Tenero come il ricordo 
Freddo come il marmo 
Bello come il giorno 
Fragile come un bambino 
Ci guarda sorridendo 
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.
Jacques Prévert 




Questo odore
Così violento
Così forte
Così pungente
Così intenso
Questo fetore
Disperato  nel giorno
Cattivo nel tempo
Quanto il tempo è cattivo
Questo olezzo così botticello
Così infelice
Così penoso
Così meschino
Vibrante di  escrementi come un poppante non cambiato
Così pieno di se
Come una cloaca satolla nel cuore della notte
Questo effluvio che fa paura
A tutti
E li faceva impallidire e vomitare
Questo tanfo temuto a occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Paventato, sofferto, occultato e  inutilmente contestato
Perché noi l’abbiamo calpestato e nonostante tutto rinnegato
Deodorato
Questo puzzo tutt’intero
Così vivo ancora
Più imponente al sole
E’ il tuo odore
E’ il mio odore
E’ quel che è stato pestato
Questa scarpa ancora nuova
Non è stata ancor cambiata
Puzza come una capra
Ricorda il letame
Caldo e più vivo d’estate
Sia tu che io non possiamo
Andare e tornare non possiamo
Dimenticare
Per poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Soffocati dall’esalazione
Rinvenire
E poi svegli constatare che questo tanfo  non si smuove
Testardo come un mulo
Vivo come le deiezioni
Crudele come una  condotta
Immondo come gl’impianti
Squacquerelloso come le feci
Stabile  come lo sterco
Puzzolente anche il giorno
Che venne pestato da un bambino
Che ci guardò piangendo
Ci parlò senza dire
E ci ascoltò tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Supplico
Per te per me per tutti quelli che calpestano
Con i sandali nuovi
Oh si io grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Puzzo di cacca che altro non sei
Devi muoverti
Te ne devi andare
Noi che ormai ci siam smerdati
Maleodoranti
Vogliam dimenticarci
Perché abbiam pestato te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano 
Come tu voi
Ma non darci più segni di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella lavanderia del ricordo
Svanisci all’improvviso
E come nuovo
Mutaci il sandalo.
Sabraolà Pérvers


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