martedì 4 ottobre 2011

Marchionne, Perugia e l'Italia che va ...


A Marchionne non affiderei neanche la gestione del condominio dove vivo e mi domando quali siano le reali motivazioni che fanno di lui l’amministratore delegato della più grande fabbrica italiana di automobili. Premetto che di economia non ci capisco niente e che ancora per fare due conti mi ci vuole il pallottoliere ma, nonostante tutto, riesco spesso ad arrivare a fine mese mantenendo me, mia figlia ed il mutuo. La FIAT  è stata in passato giovane e innovativa, tutti  ricordano quella straordinaria invenzione che fu la 500 “la macchina per tutti”, dopo di che nessun prodotto ha equiparato lo stesso successo. Mentre nel mondo le grandi case automobilistiche  stanno sfornando auto elettriche e investono in innovazioni tecnologiche per ridurre i consumi e favorire l'uso di energie alternative al petrolio, Marchionne  pensa di far produrre a Torino pezzi di macchinoni mostruosi che andranno poi nel mercato statunitense.  Anche un cretino si chiederebbe che senso abbia questo spreco di energia, questo totale disprezzo verso l’ambiente e  verso il nostro paese. Marchionne è quello che ha stilato la lista degli stabilimenti da far chiudere e da ieri grazie allo con lo strappo alla Confindustria potrebbe essere ancora più libero di fare  contratti sfavorevoli per i lavoratori.  Sembra però  che su una cosa sia bravissimo: il ricatto. Nel Gennaio di questo anno riguardo l’intesa su Mirafiori lui disse: “ Se vincono i no ce ne andiamo in Canada”. Ora vi chiederete voi, miei piccoli e grandi lettori, perché io che sono una nullità me la prendo con quest’uomo visto che ho comunque un lavoro “abbastanza” sicuro? Io me la prendo perché persone come lui con quei suoi cazzo di maglioncini di cachemire in tutte le stagioni si permettono di farsi beffe dei diritti dei lavoratori, me la prendo perché ieri sono morte una ragazzina e 4 operaie per il crollo di un edificio che doveva essere sgombrato, me la prendo perché un tifo da stadio ha seguito  il verdetto riguardo l’omicidio di una ragazza inglese e m’incazzo perché il giustizialismo è una barbarie e perché avrei voluto  vedere quelle stesse persone battersi per i diritti dei lavoratori, delle donne, per i diritti umani. Nella mia totale ignoranza ritengo gravissimo lo strappo di Marchionne, questo è un ulteriore passo verso la cinesizzazione dell’Italia. Purtroppo una madre, un padre, pur di mandare avanti la famiglia accetteranno (stanno già accettando) di lavorare  in condizioni sempre più miserevoli  in barba ai diritti sindacali e alla sicurezza. Il nostro è il paese dove si erigono case dello studente fatte di sabbia, si costruiscono scuole su terreni geologicamente instabili e dove nessuno paga per queste atrocità. In compenso abbiamo le carceri piene di detenuti in attesa di giudizio stipati come sardine e un parlamento impegnato a fottere la  legge per favorite un pluripregiudicato. Gli stessi che tirarono le monetine a Craxi hanno votato Berlusconi e si sono esaltati per il rincoglionito celodurista  che ha piazzato il figlio scemotto in consiglio regionale. Riconosco i loro volti: sono gli stessi che ieri hanno manifestato fuori dal tribunale di Perugia.  Siamo in un momento di crisi globale e pare che  ci si aspetti  un miracolo che risolva tutti i nostri problemi, intanto tiriamo a campare tanto Padre Pio ci farà la grazia e anche le Madonne torneranno a piangere. 
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