venerdì 24 febbraio 2012

Liberate Rossella, liberate Giovanni, liberate Maria Sandra, liberateli tutti!

Stando alle notizie che ho trovato in rete sono attualmente 10 gli italiani rapiti nel mondo in mano a bande terroriste. In questi giorni con un gruppo di blogger stiamo cercando di mantenere viva l’attenzione riguardo a Rossella Urru cooperante del CISP (Comitato italiano sviluppo dei popoli)  rapita nella notte fra il 22 e il 23 ottobre insieme ai suoi colleghi spagnoli: Ahinoa Fernandez e Enric Gonyalons in un campo profughi in Algeria.  Come per Rossella s’ipotizza che il rapimento di Maria Sandra Mariani sia da attribuire ad una cellula di Al Quaeda. Maria Sandra Mariani è da più di un anno, (02/02/2011) in mano ai suoi rapitori, ricordo che all’inizio di questo fatto se ne parlava, soprattutto nel tg3 della mia regione, ma da tempo le luci si sono spente sulla sua vicenda. Io non so come girino le notizie, il perché su tutte le riviste compaiano persone che in realtà sono abbastanza insignificanti. Rossella Urru ha deciso di dedicare la sua vita a servizio degli altri, ha coraggio, è un esempio di rara umanità lei è Maria Sandra Mariani meriterebbero più attenzione da parte dei mass media, l’Italia dovrebbe avere più cuore verso queste due donne e verso gli altri 8 suoi connazionali di cui da tempo non abbiamo più notizie. Quando un militare muore in quelle che vengono chiamate, con involontaria ironia, missioni di pace i telegiornali e i giornali ne parlano, i politici  partecipano ai funerali (sempre ripresi dalle tv) e molte persone comuni fanno la fila per vegliare le loro bare nelle camere ardenti. Queste missioni sono finanziate con i nostri soldi, i militari sono pagati, questo è il loro lavoro e voglio ricordare che in Italia nello scorso anno sono morte sul lavoro nel silenzio 1100 persone. Un generale americano che partecipò alla liberazione della Sicilia durante la II guerra mondiale disse che gli uomini erano diventati scienziati riguardo alla guerra e totalmente ignoranti riguardo alla pace.  Gli stati investono i nostri soldi in spese militari, nonostante la crisi, nonostante che una buona parte di cittadini sia senza occupazione  e che molti non abbiano più la certezza di un futuro lavorativo.  Il Sipri (Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma) ha stimato nel 2008 che con il 10% dei soldi destinati alle spese militari, almeno per quell’anno, si potevano risolvere i problemi legati alla malnutrizione e alla fame, si poteva offrire la scolarizzazione ad ogni bambino del pianeta, si poteva fermare la diffusione di AIDS e malaria, si potevano fare enormi passi per l’emancipazione delle donne. I media sono ovviamente manipolati dai soliti abbienti e dai loro amici, Rossella e Maria Sandra non fanno notizia, come non fa notizia la storia di Giovanni Lo Porto cooperante rapito a Multan nel Pakistan lo scorso 19 Gennaio. Pochissime persone conoscono Franco Molinara,  scomparso il 12 Maggio 2011 dal Nord Ovest della Nigeria dove si trovava per lavoro. Non sono stato ancora liberati i 18 membri dell’equipaggio della nave petroliera Enrico Ievoli rapiti nelle acque dell’Oman il 21 aprile, di cui 6 sono italiani e  si chiamano Valerio Longo, Letterio La Maestra, Agostino Musumeci, Valentino Longo, Daniele Grasso e Carmelo Sortino. Possiamo dare un segnale di vicinanza a tutti i familiari che vivono giorni di riguardo le sorti dei loro 10 cari.  La rete può fare differenza, può far circolare liberamente le notizie perché persone come noi che non lavorano per i giornali, che non hanno amici potenti (e neanche sono interessati ad averli), che non sono ricattabili perché non contano niente, possono far circolare le notizie. Nessuno c’impone cosa scrivere, il 29 Febbraio circa 60 blogger (e il numero è fermo al momento in cui scrivo per cui reputo che saranno molti di più) scriveranno i loro articoli riguardo la vicenda di Rossella Urru. Cogliamo l’occasione per creare noi la notizia parlando di Rossella, Maria Sandra, Giovanni, Franco, Valerio, Letterio, Agostino. Valentino, Daniele e Carmelo.

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