domenica 17 giugno 2012

“Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”

Prendo il prestito la frase di Bertol Brecht per fare una breve riflessione su quello che leggo in giro e che sento spesso come un pensiero comune. Molte persone hanno bisogno di qualcosa che le unisca, a distanza di molti anni dalla sua morte  El Che è diventato una webstar, i suoi motti vengono citati nelle bacheche dei social network come le celebri frasi di altri miti del passato. C’è un richiamo popolare alla rivolta, si avverte l’urgenza di un cambiamento gridata da molte parti, vedo tantissime persone, sia di destra che di sinistra, che si erigono a giustizieri condannando chi non la pensa come loro con modi tipici dei dittatori, nascono agitatori come funghi in una giornata calda dopo la pioggia. Questi soggetti non ascoltano, lanciano proclami a iosa incitando ad una rivolta cieca e trovando nemici ovunque. Spesso si nutrono della teoria del complotto mettendo in allarme tutti contro tutto. Quelli che io chiamo rivoluzionariminkia hanno spesso ragione su un sacco di cose, in effetti il nostro paese, nonché buona parte del pianeta, è guidato da  individui che tutelano i propri affari a scapito del popolo, avvelenando e rendendo la vita dura a molti e tenendo in fame e povertà ¾ della Terra. Esistono ancora disparità razziali e di genere, tant’è che anche in Italia spesso ci ritroviamo a ripensare alle conquiste del passato come la Legge 194, oggi rimessa in discussione. Forti delle loro ragioni i rivoluzionariminkia sono circondati da una claque che li appoggia e che diffonde in rete i loro pensieri, il problema è che buona parte di questi fans non mette in discussione quello che il loro leader dice. Il nemico è ovunque e non si sentono ragioni, qualsiasi osservazione viene fatta loro è  occasione per sputare merda sugli altri ed erigersi a vittima sacrificale di questo mondo cattivo, v’invito a leggere questo articolo per farvi un’idea di quello che può essere l’atteggiamento deleterio del rivoluzionariominkia: http://www.pensieriecaffelatte.it/quando-lucio-galluzzi-decise-di-essere-stailuan/ . Gli ideali di uguaglianza e giustizia uniscono ma talvolta vengono usati per adescare consensi, una buona parte dei media, forte di questo,  gioca sporco per tenere il popolino “ciecamente” incazzato perché la rabbia vanifica il raziocinio. Io credo che l’indignazione sia un buon sentimento, ma c’è sempre da considerare  che tutti siamo fatti di lati oscuri e che un sano dubbio è costruttivo se viene usato per accertare i fatti e per spronare al ragionamento. Sotto questo moto rabbioso sono nate le dittature, il nazismo è insito nell’animo umano. Il fascismo in Italia era nato su basi socialiste perché si sentiva la necessità di uguaglianza, come in Germania, da noi si credeva nell’uomo della provvidenza, una figura al di sopra di tutti che arrancava e guidava le folle, Mussolini e Hitler avevano un sacco di fans sfegatati. Anche Jim Jones, fondatore del  Tempio del popolo ebbe molto successo, i suoi erano ideali di fratellanza,  un mix fra comunismo e insegnamenti cristiani in cui, in un’America in preda a pregiudizi razziali e di ogni sorta, molti emarginati sentirono di aver trovato rifugio. Jones e la sua gente si erano costruiti un luogo chiamato Jonestown, in Guyana, dove si rifugiarono dal resto del mondo, dai nemici e quando alcuni aderenti alla sua setta manifestarono la volontà di andarsene, ed alcuni parenti chiesero l’intervento degli States per accertare le condizioni dei loro familiari, lui ed alcuni suoi fedeli realizzarono che non si poteva dargliela vinta al nemico. Il 18 Novembre 1978 Jim Jones annunciò alla comunità che "per difendersi dall'imminente invasione delle forze del Male" tutti i fedeli del Tempio avrebbero dovuto uccidersi. A Jonestown  furono rinvenuti 917 cadaveri fra gli omicidi e i suicidi, persone normali, come noi.



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