lunedì 18 aprile 2011

I Pooh

Formazione intorno al 1969-70: ValerioDodiRiccardo eRoby.
Si avete letto bene, oggi voglio proprio parlare di uno dei gruppi più longevi della musica interplanetaria. Mi arrogo il diritto di farlo perché sono stata ai loro concerti quando ero una piccola Katy e mi faceva un sacco sangue Red Canzian in adolescenza. I Pooh già in origine sono per me un grandissimo enigma: Il chitarrista e il batterista di Bologna, il bassista di Pontedera e il tastierista di Bergamo. Ora avendo io militato in varie cover band per circa 20 anni ricordo che ci faceva specie a noi fiorentini e limitrofi avere, ad esempio,  il bassista che abitava a Prato. Immagino che loro, già negli anni 60,  avessero a disposizione mezzi, per ritrovarsi a fare le prove, così avanzati che rimarranno ancora a lungo un mistero per noi comuni mortali.  Non voglio stare a soffermarmi sui triglioni di dischi che hanno fatto, né sulla qualità  dei loro lavori, posso e voglio dire che musicalmente è gente che sa suonare e che Parsifal ancora mi emoziona un casino. La cosa che non mi fa dormire la notte (si è ovvio, dicevo per dire..criticoni!) è il loro aspetto. Altro che Gianni Morandi l’eterno ragazzo di Monghidoro, questi si che sono eternamente giovani. Fisici sempre asciutti, movimenti atletici, capelli sintetici al titanio espanso, pelle dei loro volti  in polimeri termoplastici resistenti a tutte le intemperie. I Pooh esistono dall’infinito passato, io sarò morta da un pezzo e loro continueranno a far girare la musica ovunque. Come Nerd impazienti di acquistare il nuovo super stravanzatissimo  pc, frullano come dannati per le varie città del tour, scrivendo un musical dietro l’altro durante il cambio di chitarre di Dodi. Conosco Pooh tribute band  di ragazzini che al loro cospetto sembrano già i loro nonni. Roby all’anagrafe ha ben tre anni in più di mia madre. Altro che spa, chirurgia estetica e tiraggi vari: loro non sono umani, forse loro sono I Grigi di cui ogni tanto si parla, non so, ma di sicuro non appartengono alla nostra razza. Il fatto che riescano a cantare con quel falsetto, la loro estensione vocale per gli anni che dovrebbero avere, dimostra quello che ho appena affermato.  Altra curiosità è la quantità di dischi venduti,  di premi e riconoscimenti conseguiti, leggo (fonte wikipedia) che nel 1998 sono stati insigniti del titolo di “Rangers onorari d’Europa”… tanta roba, nevvero? (non so cosa significhi ma  fa senz’altro colpo).  I Pooh sono una delle poche certezze del nostro paese, potranno  terminare i vari regni dei Berlusconi’s e delle Berlusquette, forse la Fiorentina vincerà un campionato, avremmo un Papa nero e una presidente donna, potrà succedere questo e altro che loro ci saranno sempre a cantare per noi:  mi dispiaceee devo andareee il mio posto è laaa (in effetti anche sul riverbero ci sarebbe da dire). 









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