sabato 7 maggio 2011

E cerca 'e me capì

In questi giorni ho un rifiuto totale di subire il bombardamento di notizie che arrivano dall’estero e  mi sono veramente rotta le scatole di osservare il grottesco teatrino della politica italiana. Sento la presa per il culo interplanetaria e trovo assurdo farmi avvelenare da trasmissioni o articoli di giornali che  sottolineano queste assurdità. Lo so, sono abbastanza impotente, so che non saprò mai la verità su Bin Laden, sulle torri gemelle ecc, so che non capirò mai la logica di chi venera Berlusconi né tanto meno il fatto che la gente  venda il culo e l’anima per il denaro.  I miei ideali rimarranno tali e anche il mio modo di protestare non muterà, voglio  solo stare più serena, non credo che le persone come me si meritino tutta la merda che gli viene riversata continuamente addosso.
In questo periodo  si sono allontanate dalla mia vita un paio di  persone, gente che era  entrata velocemente nel mio quotidiano, persone  con cui ho condiviso emozioni e che si sono o si stanno distaccando. Questo fatto mi ha causato un po' di dolore, facilmente mi affeziono e ormai riconosco i  miei limiti. Uno di questi è il maledetto bisogno d’amore che ho. Poi non è che dev’essere amore nel senso di love story (il film) o trottolini amorosi du dù da da dà, ho proprio un  bisogno di approvazione di essere accettata, di  essere considerata e, forse,  anche per questo che esiste questo blog. (Qua si potrebbe aprire un vaso di pandora e prego a tutti i tuttologi  nei paraggi di astenersi da volermi giudicare e/o dare consigli, vi sbranerei al primo accenno e lo sapete ;) Detto questo  aggiungo che ho fatto dei sogni strani, molto intensi e ho deciso di seguire le indicazioni di questi sogni. Ho scoperto di essere una Cipressa e questo mi fa stare bene, respirando con  i miei fratelli cipressi ho apprezzato il fatto di perdere tempo e  prendere i segnali che mi arrivano dalla mente e giocarci. Mi era balzata nella testolina una canzone del 1976 del Quartetto Cetra: Susanna Naif, deliziosa. Ho riscoperto questo meraviglioso quartetto che ha accompagnato la mia infanzia. Loro sono collegati, avendo doppiato alcune parti, a uno dei mie film preferiti di sempre: Il Mago di Oz.
Intanto che fantasticavo con i Cetra e il Mago mi è giunta la notizia che il venerdì sera, nel paese dove vivo, si tiene una messa speciale dove si fanno esorcismi. Curiosa come una scimmia (che è l’anno del mio segno nell’oroscopo cinese) ho visto un video girato dal "le Iene" che faceva vedere quanto accade nella chiesa a pochi passi da casa mia. Sono rimasta basita più del solito: gente che defecava, che urlava, che manifestava possessioni. Il prete che scacciava il demonio. Persone convinte di avere maledizioni addosso. Ho provato un’infinita tristezza, quante persone sono sole, stanno male e si attaccano a qualsiasi cosa per trovare un minimo di sollievo. Io nelle mie piccole mestizie ho sempre trovato solidarietà da amici e famiglia. Mi sono sentita estremamente ricca per quello che ho e mi dispiace che in questa epoca si debba ricorrere alla stregoneria per sopperire alle mancanze di comprensione, amore e solidarietà. Poi ho ripensato ad Oz e riflettuto che per costruire quell’opera straordinaria c’è voluto del tempo, amore e dedizione da  parte di un sacco di gente. Parliamo del 1939, quel film è  un susseguirsi di scene suggestive create con la lentezza dell’artigiano che  lavora senza essere considerato un pollo da batteria. Credo che alla fine  tutte le persone che hanno partecipato alla creazione di questa memorabile pellicola si siano sentiti  fieri di aver  creato  qualcosa di unico che sarebbe rimasto nel tempo.
Il Quartetto Cetra lavorava con questo amore, con questa generosità, si sente in tutto quello che hanno fatto, si vede nei loro volti questa gioia  del creare e di dare allo stesso tempo.  Ecco cosa c’entrano tutte queste mie considerazioni e che post lungo hai fatto vi chiederete voi miei piccoli lettori?
Se l’avete letto qualcosa c’entra…credeteci.



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