mercoledì 10 agosto 2011

Nessun dorma (piccolissimo omaggio a Giacomo Puccini)

Quanto devono la letteratura e il teatro al melodramma e quanto il contrario? Sicuramente all’opera lirica  devono molto il cinema, la televisione e la canzone.  Ma il melodramma, il teatro e  la letteratura sono  a loro volta in debito di gratitudine verso chi ha amato troppo, chi ha osservato questi sentimenti, chi ha voluto trasformarli  e farli vivere in svariate dimensioni che esistono e resistono al di la del tempo.

Vieni con me, ti porto in un mondo magico pieno di crudeli principesse e misteriosi principi.  Un mondo dove la vita ha la consistenza di un soffio, dove l’amore per trionfare deve passare attraverso la risoluzione di strani enigmi. In questa dimensione basta uno sguardo per giocarsi il proprio destino e quello delle persone care. Qui in  pochi attimi le situazioni cambiano e si combinano passione e morte.

Questa notte nessuno deve dormire, neanche tu che stasera brilli alla luce delle stelle e come loro vibri  di amore e sogni.
Nessun dorma! Nessun dorma! Tu pure, o Principessa,

nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...

Non posso rivelare chi sono ma ho la certezza che basterà il sentimento a risolvere ogni mistero nel momento il cui arriverà il sole e ti bacerò.
Ma il mio mistero è chiuso in me,

il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
che ti fa mia.

Ordino alle stelle e alla notte di dissiparsi. Trionferò alla luce del nuovo giorno. 

Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!

Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
Franco Corelli
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