martedì 30 novembre 2010

Martina

Ho quarant’anni, una figlia e  un grosso sedere, mi chiamo Martina ma tutti mi  chiamano Marta, forse non è appropriato per la mia figura un diminutivo.  Da quando sono nata non mi sono mai sentita a mio agio in nessun posto,  sempre  inadeguata a tutto, e anche adesso che lavoro a faccio la mamma (mia figlia la amo da impazzire e lei la cosa più bella che ho avuto dalla vita) non sopporto di stare in mezzo alle persone. La gente pensa  che  se una donna è grassa deve essere per forza spiritosa, saper cucinare bene e essere una gran troia a letto, io non sono  niente di queste cose e spesso mi girano  i coglioni.
La mia infanzia non vorrei nemmeno ricordarla, si ho avuto momenti felici, da piccola ero veramente carina poi ho iniziato ad ingozzarmi, sentivo troppo vuoto dentro di me e mi riempivo di cibo per  sentirmi meno sola, credo sia per questo che mangio così tanto e non riesco  a smettere finché non mi sento male o mi addormento. 
I miei non erano ricchi ma non ci hanno fatto mai mancare nulla, tranne l’affetto, forse lavoravano  troppo, c’erano troppi problemi e poco tempo per le carezze. A scuola andavo malissimo e la mattina al pensiero di   andarci mi sentivo morire,  sapevo già che me la sarei cavata di lusso  se mi fossi sentita dire cicciabomba solo una dozzina di volte, per non parlare degli scherzi e della terribile ora di ginnastica settimanale, avevo un insegnante crudele che rideva quando correvo e saltavo, il bello che  poi in privato mi  consigliava vivamente di fare sport, si col cazzo!
Da ragazza pensavo che non avrei mai trovato un uomo  per cui, non potendo aspettarmi dolci effusioni, decisi che degli uomini  sarei diventata amica, si quella ragazza spiritosa che ogni grassona deve essere. Di amici ne avevo, ma tutti finivano poi per innamorarsi delle mie amiche e io rimanevo sola con la mia cioccolata  e della musica frignona in sottofondo nei mie pomeriggi.
In passato avevo  provato anche a dimagrire e ci ero riuscita, un sacco di volte, ma non riuscivo a  sentirmi lo stesso a mio agio e ingrassavo sempre più di prima.
Il padre di mia figlia lo conobbi a casa di amici, si  ubriacò e finimmo a letto insieme, bella storia vero? Giusto il tempo di rimanere incinta, ma la mia bimba l’ho voluta con tutte le mie forze, non ho voluto  più stare da sola.
Non ho avuto molte storie, ma ci sono stati molti uomini che mi volevano portare a letto e in passato ho approfittato di questo illudendomi di poter ricevere un po’ di amore, invece erano solo eccitati  dalle mie  tremolanti carni e non da me,che maiali! La gente è strana, ci sono feticisti  di ogni  genere, quelli dei piedi, quelli del lurex, quelli delle  donne mature o  peggio, e poi ci sono quelli delle ciccione, ma che cazzo ci proveranno?!?

Mi sono allontanata   da tutti i contatti umani possibili, nessuno mi ama  e, a volte,  io odio tutti.

Sul lavoro faccio il mio e cerco di essere impercettibile,   saluto appena e mi metto a riempire inutili fogli d’inutile pratiche d’inutili individui, non ho mai fatto carriera, non ho l’aspetto giusto,  si pensa che un  grasso sia pigro e svogliato, io mi sono sempre fatta un culo pazzesco.
Vi domanderete come faccio a vivere così?
Semplice, io fingo, faccio dei sorrisi, fingo di essere timida e gentile, se all’accademia di arte  drammatica  prendessero persone con il mio “spessore” sarei la prima della classe.
Ma mi girano i coglioni, molto, come ho detto prima non sono la grassona ilare dell’immaginario collettivo, io sto cadendo a pezzi dentro, ho un mostro che mi divora e più che  cerco di  soffocarlo riempiendomi e più  lui diventa più cattivo, è una lotta senza fine.
Ma ho una bimba che mi ama per quella che sono e che  desidera  che la porti al parco e ogni volta, andarci,  per me è frustrante, come frustrante   è  vedere  le sue maestre e, ancora  peggio,  i genitori “perfetti” dei suoi compagni di scuola.
I compleanni dei suoi amichetti sono una prova durissima,  un sacco di  salati e dolci  che mi fanno star male dalla voglia di mangiarli, io invece mi trattengo perché non voglio pensare al giudizio che potrebbero dare di me, a casa poi svuoto frigo e credenza.

Il  periodo più allucinante  è l’estate, il colmo è che mia figlia ama l’acqua  sia del mare  che della piscina, sto male, sto troppo male, sto male perché non riesco a darle quello che vorrei e quelle rare volte in cui mi sforzo sto male perché mi faccio schifo o perché rimango  interamente vestita in spiaggia e il caldo è   insopportabile.
In tv si vedono sempre le pubblicità delle cose dolci, ricche di calorie,  poi ci sono trasmissioni  che parlano di ricette fantastiche e altre  che ti dicono che devi dimagrire perché altrimenti muori, spot di pillole miracolose che trasformano l’omino della Michelin in un fusto con la tartaruga alla Brad Pitt, o Platinette in Claudia Schiffer.
Tetti e culi tutti perfetti, mi domando a volte perché sono capitata  su questo pianeta, vorrei che il mondo ingrassasse e poi mi sento in colpa pensando a chi non ha cibo.

Sto impazzendo, o forse sono solo consapevole di essere pazza da sempre, so che devo salvarmi in qualche modo, non posso lasciare sola mia figlia e  continuare ad uccidermi di pasta, pizza, patatine e cioccolata. Sarebbe terribile  anche la lapide sulla mia bara.
Non sapendo a chi chiedere aiuto ho dato un occhiata in internet, se avessi più coraggio mi farei operare, ma ho paura anche solo a farmi visitare, anche solo a farmi vedere 
In rete ho  letto degli Overeaters Anonymus, si come per gli alcolizzati o i drogati ci sono gruppi per quelli come me, forse dovrei andarci, forse dovrei decidere di  guarire, leggo:
Noi di Overeaters Anonymous abbiamo fatto una scoperta.
Alla prima riunione che abbiamo frequentato abbiamo imparato che eravamo preda di una  pericolosa malattia e che la forza di volontà, la salute emotiva e la fiducia in se stessi che alcuni di noi una volta avevano avuto, non sarebbero valse a nulla.
Abbiamo scoperto che le cause di questa malattia non sono importanti, ciò che merita l’attenzione del mangiatore compulsivo che ancora soffre è questo: esiste un metodo provato, realizzabile, con cui possiamo arrestare la nostra malattia.
ma mi sembra un’americanata, ma forse è  la mia unica speranza, tutto questo  però fa male, anche se  so che non si sarà giudizio, nessuna  richiesta di denaro e la protezione dell’anonimato poi ci sono i  12 passi, piango  solo a leggere il primo, ma dovrei cominciare, voglio farlo, voglio vivere, devo vivere.
e senza fame e senza sete e senza ali e senza rete  finalmente riuscirò a volare via.
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