sabato 26 febbraio 2011

Gli amanti


Orbitanti attorno ad una luna malsana i due ragazzi non riuscivano a tornare sulla terra. Volevano volare e questo desiderio venne esaudito. Giravano continuamente attorno al satellite che emanava un odore ripugnante. Si erano spinti così in alto perché erano poeti innamorati e non resistevano più sul pianeta Terra. Avevano visto troppe guerre, troppe ingiustizie. Avevano sentito troppe urla, temevano che  le brutture del mondo potessero infettare il loro amore e si misero in testa  di scappare. Cercavano disperatamente luoghi puri, ma ogni volta che pensavano di aver trovato un posto adatto per stabilirsi si accorgevano che la variabili dell’animo umano erano spesso tendenti  verso oscuri sentimenti. Scelsero allora di vivere isolati in preghiera, come  bravi  asceti provarono diverse tecniche di meditazione per isolarsi dall’inquinamento delle forze negative.  Niente pareva funzionare, c’erano sempre una o più figure che  emettevano radiazioni ostili alla loro limpida passione.  I due ragazzi volevano semplicemente essere  liberi e felici, non  desideravano cose terrene e, constatando questo, guardavano le stelle con occhi sognanti. Realizzarono che la Terra non faceva per loro e iniziarono a praticare le arti magiche per staccarsi quanto prima dal suolo. Grazie ad una mistura di preghiere, alghe dei laghi della Svizzera e polvere di farfalle della Mesopotamia, riuscirono a volare. Quando si accorsero che erano svincolati dalla forza di gravità scoppiarono in un pianto di gioia. Attraversarono le varie fasce dell’atmosfera e la loro illusione cominciò a scontrarsi contro rottami di satelliti russi e americani, carcasse  europee di marchingegni sconosciuti, cloni cinesi di carrelli della coop e robot da cucina, bucce di banane brasiliane, buste di plastica, contenitori di hamburger dei fast food, un insieme di tecnologica immondizia mista a spazzatura dei ricchi e quella dei meno ricchi. Speravano che continuando a volare tutto questo rimanesse al di sotto dei loro  giovani corpi.  Ci fu uno slancio vertiginoso dovuto ad una marmitta di una vecchia Lada che li spinse ancora più in alto, consideravano che fosse una mano divina che li stava  aiutando nella loro ascesa. Sereni e festosi si lanciarono verso il satellite d’argento, ma vennero spinti in un enorme giro. Ogni volta che completavano la circonferenza si scontravano con un cartello giallo  della MarinsPescaCozze, società condannata più volte per aver indotto sul mercato merce avariata.
I poveretti avrebbero voluto solo  vivere indisturbati cibandosi del proprio amore, si ritrovarono dopo poco tempo ad odiarsi immersi nelle cozze e nel fetore.
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