giovedì 19 maggio 2011

Firenze (canzone triste)

1979: concerto di  Patti Smith allo stadio comunale. A causa delle polemiche che questo evento suscitò, ci vollero anni prima di riavere in città un grosso nome di calibro internazionale. Fu così che il 9 Giugno del  1987 scese da un grosso ragno di vetro il Duca Bianco, io c’ero.  
Ho cominciato ad uscire presto la sera, intorno ai 15 anni. Firenze  mi sembrava ganzissima, c’erano locali, persone bizzarre e soprattutto un sacco di musica dal vivo ovunque. Ricordo gli artisti di strada in via dei Calzaioli, il buon jazz (almeno a me pareva buono) in locali come Riflessi d’epoca e i venerdì sera al Cinema Universale. Erano i mitici anni 80 dall'abbigliamento colorato e i capelli sparati, le spalline imbottite e la musica new wave.                   
I Diaframma e i Litfiba
Avevo un Ciao arancione e prendevo per il culo i paninari, io e i miei amici, per andare in  controtendenza, ci definivamo "pastasciuttari”. Cominciai a cantare nel 1991, iniziai subito facendo un casino di serate e mi pagavano pure!  Anche nei '90 Firenze era viva, aveva però perso la sua aria innovativa ma i locali non mancavano, nemmeno gli spazi all’aperto.  D’estate c’era sempre il verso di fare o assistere a qualche spettacolo, o più semplicemente sentire musica, farsi una birretta e ballare fino ad ore piccole. Si andava in posti mitici come l’anfiteatro delle Cascine. Poi,  piano piano, i locali hanno cominciato a pagare sempre meno i musicisti,  ne ricordo uno in particolare che alla fine ci voleva pagare in consumazioni e a noi, non essendo i Blues Brothers, la cosa non tornava molto.  Nel tempo gli spazi estivi sono venuti sempre più a mancare e  cercare musica dal vivo di qualità a Firenze è diventata un'impresa titanica, farla e proporla è roba da manicomio. Ho amici incoscienti che ci provano da anni, nonostante tutto. Io ho rinunciato, non ce la faccio proprio ad andare a rimessa e poi non sopporto più di vedere le facce a dolor di corpo di gestori o pseudo  direttori artistici che sembra che ti facciano un favore a farti suonare per pochi euro. A Firenze la musica forse non è morta ma soffre terribilmente,  ci sono artisti  di qualità che si fanno un mazzo bestiale per dare lezioni e suonare fuori città pur di sopravvivere. Si lo so è un Italia precaria questa e proprio l’arte è stata la prima, ormai da tantissimo tempo, ad averne fatto le spese. C’è sempre stata, nel nostro paese,  la mentalità del tipo  che se una persona svolge un'attività artistica questa sia valutata una specie di hobbysta e quindi non merita di essere considerato come un “vero” lavoratore. Questa città ha visto nascere gruppi come i Diaframma, i Neon e i Litfiba. C'era una bella aria di rinnovamento,  per il jazz circolavano personaggi come Luca Flores e Tiziana Ghiglioni. Firenze  è stata una città che aveva qualcosa da dire oltre la storia del Rinascimento, ma ormai sono anni che questa città è sempre più simile ad una vecchia baldracca  siliconata che offre solo cibo e bevande di pessima qualità a prezzi altissimi, Io stessa, come la maggior parte  dei miei colleghi musicisti,  a volte mi sono sentita più un pezzo di arredamento che una cantante. (Si perché in alcune occasioni la musica è d’obbligo, basta sia in pendant con l’ambiente). Io non so se  mia figlia avrà l’occasione che ho avuto io di vedere mostre, sentire musica, visitare esposizioni senza spendere soldi o  spendendone pochissimi. Io non vorrei più una città vetrina.  Come ho già scritto, gli artisti di qualità qua non mancano, vorrei avere più occasioni per vederli, non vorrei che la musica fosse in mano ai soliti bottegai dalla bocca larga e dal culo stretto. Siamo a Maggio, l’estate è vicina, al momento tutto tace, si sa solo che il centro la sera sarà sempre più chiuso al traffico, che continueremo a pagare cari i  parcheggi in tutte le altre zone della città fino alle periferie più estreme e che una volta arrivati in centro non troveremo nulla a parte i soliti monumenti e i soliti bottegai dai prezzi esosissimi. Probabilmente eviterò Firenze, dove abito non è che ci sia molto ma almeno qui si trova il gelato buono, costa meno della metà e non rischio la rimozione dell'auto. 
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