mercoledì 4 maggio 2011

Furetta

avvia la musica prima di leggere, perché l'incanto si nutre di musica


Si guardava intorno, con quei suoi occhi pieni di luce, sempre in cerca di qualcosa. Non riusciva a stare ferma.  Mi sembrava un furetto tanto erano  scattanti e deliziosi i suoi movimenti. Ero incantata da quella creatura, così minuta, così energica. La vedevo rigirarsi in quel supermercato abbigliata come una fatina. Riempiva il carrello  in modo compulsivo. Si poteva pensare che  stesse preparando una festa per via di quella eccitazione di cui sembrava essere vestita. La stavo seguendo, un po’ mi vergognavo, mi sembrava di violare quel suo incantevole mondo, evitavo di essere scoperta, ma non potevo resistere. Prendeva i cibi dagli scaffali e li lanciava allegramente nel carrello, poi passava alle decorazioni che scartava e disponeva come se la festa dovesse tenersi proprio li. Era radiosa. Mi sentivo illuminata dalla sua aurea, mi emozionavo nell’osservarla quando si sforzava di arrivare agli scaffali più alti, oppure quando le cadevano le troppe cose che aveva in mano. La mia mente volava, immaginavo fosse  davvero una fatina moderna, una ragazza che facesse del  volontariato per bambini disagiati e che li rallegrasse, puntualmente, inventandosi feste e  favole. Trasmetteva una dolcezza infinita. Con i suoi passi vibranti e delicati si stava avviando verso l’uscita e fu un dispiacere per me dover rompere quell’incantesimo … avesse pagato la merce me lo sarei risparmiato.

Walter Hempel, Japonese Woman, c. 1910


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