domenica 15 maggio 2011

La prova costume

Ho visto oggi in TV una pubblicità in cui  c’era una tipa magrissima che stava in spiaggia con un camicione perché si vergognava a mettersi in costume poiché, a detta sua,  aveva la pancia gonfia. Lo spot  consigliava  di mangiare fibre  per  15 giorni. La  tipa dopo due settimane di assunzione di quelle marroni sostanze,  si ritrovava poi con un ventre piatto e poteva finalmente mettersi in bikini e mescolarsi così a tutti i suoi piattissimi simili.  
E’ già da un pezzo che i media ci bombardano di questo tipo di messaggi, soprattutto rivolti alle donne. Avere la cellulite è un peccato mortale, kg di troppo manco a parlarne, si avvicina l’estate e dobbiamo rientrare tutti nei cliché imposti chissà poi da chi.
Io ho la pancia sempre gonfia, specie stasera  perché ho mangiato due piatti di fagioli di Sarconi. Non rientro minimamente nelle misure standard, anzi riguardo gli standard, da amante del jazz, devo dire che  mi è sempre piaciuta l’improvvisazione, lo stravolgere delle scale, la libera espressione del singolo strumento.  Amo andare al mare e in piscina per giocare nell’acqua, ho la pelle vagamente eliorepellente per cui per me è inutile rosolarmi al sole. Vorrei dire che anche quest’anno mi sento  pronta per la prova costume: mi vestirò da Arlecchino servitore di due padroni. Se poi avrò aggiunto qualche kg in più al mio background mi vestirò da Pulcinella così sto bella larga. Invece la prossima estate, come al solito,  mostrerò la mia buzza, che piatta non è mai stata,  il mio sederone e tutte le mie normali imperfezioni, incosciente e orgogliosa.
Pis’en l’ove x all!     



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