domenica 14 agosto 2011

Lo diceva Neruda (che la notte si suda)

Mi piaci quando taci
(versione originale)
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.



Mi piaci quando taci
(versione riveduta e scorretta)

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
or si m’ascolti da lungi e la mia voce al fin rintocca.
Membra e occhi par ti sian volati via
e che un laccio che t’abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose infrangesti della mia anima
sfaceli nelle cose, rigurgitanti dell'anima tua.
Baco di ragno, soffocasti la mia anima,
e mi rammenti  la parabola de li mortacci tua.

Mi piaci quando taci  quando sei distante.
E stai come deteriorandoti, verme inquietante.
Or si m’ascolti da lungi, ma la mia voce non ti raggiunge:
lascia che a me piaccia il  tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come il luminol, semplice come un rilievo.
Sei come un’autopsia, esangue e martoriata.
Il tuo silenzio anomalo, così staccato e supplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e corrosa come se fossi morta.
Allora una parola, il mio sorriso bastano.
E son felice, felice che sia così.


Posta un commento