giovedì 18 ottobre 2012

Sometimes I feel


Qualche volta mi sento come un bimbo senza madre


Lontanissimo dalla mia casa


Qualche volta mi sento come un bimbo senza madre


Lassù, lontano dalla patria celeste


Noi confidiamo nel Paradiso”


Un uomo è morto in Grecia durante gli scontri della manifestazione che si è tenuta ad Atene e sempre oggi in Siria si registrano 44 morti, fra loro molte donne e bambini che si erano rifugiati in una moschea. L'esercito israeliano continua prepotentemente a tenere la popolazione della striscia di Gaza prigioniera in casa propria. Nella nostra Italia, paese fra i più corrotti del mondo, un uomo senza lavoro si da fuoco davanti al Quirinale. A Bruxelles tensione alta fra la Merkel e Hollande su questioni contorte che affamano una parte della nostra civile Europa. 
Questa è la realtà nella quale viviamo. Il mio stipendio ultimamente sta diventando simile ad una coperta corta che per quanto la tiri ti lascia sempre scoperti i piedi. Difficile rimanere sereni e fiduciosi per il futuro ma devo, devo perché  ho una figlia, devo perché voglio credere nell'umanità e non nell'oscurità che sembra regnare sovrana in questo pianeta. 
Ogni  fenomeno ha vita e morte in sé, niente rimane immutato, tutto cambia, questa è la legge dell'universo, è naturale che sia così, lo so. 
Non ho voglia di trascinarmi aspettando che la natura faccia il suo corso, anche se la mia pigrizia ogni tanto insiste su questo punto. Non voglio che mi scivolino addosso gli orrori del mondo ma, allo stesso tempo, non ho voglia di esserne schiacciata. 
Il restare umani  è doveroso, forse s'impara a farlo non girando le spalle alle brutture e non lamentatosi (cosa per cui ho un talento strepitoso) di quello che accade. Aprire la propria vita con le proprio luci e le proprie ombre è necessario, aprire e lasciar trasparire i sentimenti, come quelli che avverto  stasera sentendo la voce di Odetta e rivedendo le immagini di quell'immenso artista di Pier Paolo Pasolini. 

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