venerdì 24 giugno 2011

Vuelvo al sur


Rieccoci con la legge bavaglio … Non so voi ma  a volte mi sento molto stanca di questa  megagalattica presa di giro da parte  della classe politica e  di buona parte dei media. La mia testa vuole fuggire, lo sento dal male che mi fa, dall’orecchio destro che mi dà fastidio, dal mio naso tappato, dalla mia voce bassa quasi quanto me.  Allora penso ai sogni di queste notti con abiti da sposa, alla mia Colette che mi aiuta a districare il nastro, al farneticante cavaliere buono che stende il suo mantello per facilitarmi il cammino. Ho fatto un viaggio  strano ieri sera, mi hanno guidato  in un luogo dove  cercavano di contenere la follia, la follia anche nei bambini, la follia controllata da chi non si abbassava ma decideva  della vita degli altri da corridoi di camminamento posti in alto. La follia di chi in nome di Dio picchiava e torturava. La follia  dei parenti,  la follia dei poliziotti, la follia dei potenti che rinchiudevano i diversi e gli scomodi. Ma se torno appena indietro di qualche ora mi rivedo a parlare con due donne, amiche  fin dai banchi di scuola, due ragazze poco più grandi di me che elogiano la diversità e si battono affinché ogni bambino posso coltivare la sua propria identità. Mi sento fortunata, mi rivedo e vedo una diversa possibilità, quella che io non ho avuto, è una riconquista la mia che mi  commuove. Riavvolgo ancora un po’, sento il brusio della folla e la mia ansia di  amore malata. Risento parole che mi hanno fatto male, che dipingono un mio comportamento distruttivo, vorrei cancellarle, mi feriscono e non riesco ancora a rimediare serenamente alla mia stupida, egoista emotività. Perché su quel nastro c’è anche  qualcosa che mi ha cambiato da qualche mese, c’è una ruga che dagli occhi meravigliosi e scintillanti arriva fino allo zigomo, c’è un sorriso e c’è stato un giorno speciale e non capisco se  io sia innamorata del protagonista o  di quel giorno, so solo che nella mia testa nessun’altro c’è.  Sento ancora delle musiche, sento  i miei  fratelli, chi ho amato e amerò sempre perché inseguiamo insieme le farfalle, inciampiamo, ci sbucciamo le ginocchia ma  ci riproviamo solo perché correre ci da gioia. Su questa cassettina ci siete anche voi, c’è il viaggio  che da Ottobre sto facendo in questo  mare, siete qui  con me, ognuno con il proprio talento, la propria  unica creatività, mi state arricchendo di  grande musica. Io vado in vacanza, starò via solo un po’, ci leggeremo al mio ritorno
(in altri tempi ci avrebbero rinchiuso, tutti! W la libertà!)

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