lunedì 2 maggio 2011

Laura

Laura girava come una trottola  nella sua camera.  Non riusciva a scegliere il vestito che avrebbe  indossato, cambiava idea continuamente, sparpagliava gli indumenti sul letto, se li metteva e se li toglieva velocemente provando tutti gli abbinamenti possibili. Le scatole delle scarpe erano in terra e tutte le volte che si muoveva rischiava d’inciamparci. Amava le sue scarpe, ne aveva tantissime, tutte nuove. Laura era elettrizzata,  volteggiando apriva gli scrigni dei suoi monili e sistemava anche questi  fra gli abiti e le calzature. Nella sua stanza riecheggiavano  canzoni struggenti d’amore, lei ballettava sinuosamente fra un cambio e l’altro. Si toccava assiduamente i capelli, ora legandoseli con un laccio, poi sciolti all’indietro. Quella sera sarebbe uscita, sarebbe stata dolcemente tormentata dal vento di Maggio  e baciata dai riflessi della luna. Finalmente avrebbe lasciato la sua gabbia dorata, ormai non sperava più di abbandonare quella residenza protetta, anche solo per poche ore, ma i medici erano stati ottimisti, poteva farcela, una serata fuori casa non l’avrebbe certo uccisa e comunque aveva ormai 87 anni. 



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